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Modello 730/2025: novità sulla Dichiarazione delle criptovalute nel quadro T

  • 17 gen
  • Tempo di lettura: 3 min
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La dichiarazione delle criptovalute è destinata a cambiare con l’introduzione del nuovo Modello 730/2025. Tra le principali novità troviamo il Quadro T, dedicato alla gestione e dichiarazione dei redditi finanziari, comprese le plusvalenze da criptovalute.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio come cambia il quadro normativo, cosa devono fare i contribuenti per dichiarare correttamente i loro guadagni da criptovalute e quali semplificazioni offre il nuovo modello.


Dichiarazione criptovalute: cos'è il Quadro T e come funziona

Con il Quadro T del Modello 730/2025, i contribuenti senza partita IVA potranno finalmente dichiarare i loro redditi da criptovalute in modo più semplice e diretto. Fino al 2024, infatti, la dichiarazione delle criptovalute richiedeva l’utilizzo del Quadro RT del modello Redditi PF per riportare le plusvalenze.

Il nuovo Quadro T, invece, rappresenta una semplificazione importante: accoglierà tutti i redditi finanziari di natura diversa, comprese le plusvalenze generate dalla cessione delle criptovalute, e permetterà il calcolo dell’imposta sostitutiva del 26% direttamente nel 730.


Le sezioni del Quadro T: come dichiarare le plusvalenze da criptovalute

Il Quadro T è suddiviso in diverse sezioni, progettate per raccogliere tutte le informazioni utili al calcolo dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze. Nello specifico:

  • Sezione I, II, III, IV e V: queste sezioni permettono di inserire i redditi derivanti da partecipazioni, obbligazioni e strumenti finanziari, nonché le plusvalenze da criptovalute di cui all’art. 67, comma 1, lett. c-bis e c-quinquies del TUIR.

  • Codice tributo 1100: per il pagamento dell’imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze generate dalla cessione di criptovalute.


Le istruzioni al modello 730/2025 specificano inoltre che il Quadro T deve essere utilizzato anche per dichiarare il valore rideterminato di partecipazioni o diritti non negoziati nei mercati regolamentati.


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Differenze tra Quadro W e Quadro T: quale usare per la dichiarazione delle criptovalute?

La dichiarazione delle criptovalute nel 2025 sarà suddivisa tra due quadri:

  1. Quadro W: utilizzato per monitorare le criptovalute detenute in wallet privati o su piattaforme estere, per le quali non è stata applicata l’imposta di bollo del 2 per mille.

  2. Quadro T: dedicato esclusivamente alla dichiarazione dei redditi finanziari, comprese le plusvalenze da criptovalute, e al calcolo dell’imposta sostitutiva del 26%.

Questa distinzione semplifica il processo per i contribuenti, poiché consente di separare il monitoraggio fiscale (Quadro W) dalla dichiarazione dei redditi finanziari (Quadro T).


Dichiarazione criptovalute: novità sull’imposta sostitutiva

Dal 2024 (anno d’imposta), le plusvalenze da criptovalute sono soggette a un’imposta sostitutiva del 26%, introdotta con la legge di Bilancio 2023. Tale imposta:

  • Si applica ai guadagni derivanti dalla vendita o scambio di criptovalute.

  • Deve essere calcolata e versata utilizzando il codice tributo 1100.

  • Va inserita nel Quadro T del Modello 730/2025.


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Per chi detiene criptovalute presso un intermediario italiano, l’imposta di bollo del 2 per mille applicata dall’intermediario rappresenta un’alternativa al monitoraggio fiscale nel Quadro W. Tuttavia, chi detiene criptovalute su piattaforme estere o wallet privati è obbligato a monitorarle e dichiararle.


Guida pratica alla dichiarazione delle criptovalute nel 2025

Ecco i passaggi essenziali per una corretta dichiarazione delle criptovalute:

  1. Monitorare le criptovalute detenute: distinguere quelle custodite presso intermediari italiani da quelle in wallet privati o su exchange esteri.

  2. Calcolare le plusvalenze: determinare il guadagno netto derivante dalla cessione o scambio di criptovalute.

  3. Compilare il Quadro T: riportare nel Quadro T i redditi finanziari e le plusvalenze, specificando gli importi soggetti all’imposta sostitutiva del 26%.

  4. Inserire i dati nel Quadro W: indicare nel Quadro W le criptovalute non soggette al bollo del 2 per mille.

  5. Presentare il Modello 730/2025: verificare la correttezza dei dati e inviare la dichiarazione per evitare sanzioni.


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Conclusioni

Il Modello 730/2025 introduce importanti semplificazioni per chi deve presentare la dichiarazione delle criptovalute. Grazie al nuovo Quadro T, i contribuenti senza partita IVA possono dichiarare redditi finanziari e plusvalenze direttamente nel 730, senza dover ricorrere al modello Redditi PF.

Tuttavia, è fondamentale conoscere le nuove regole e assicurarsi di compilare correttamente sia il Quadro T che il Quadro W per rispettare gli obblighi fiscali legati alle criptovalute.

Per maggiori dettagli su come dichiarare le criptovalute o per ricevere una consulenza personalizzata, non esitare a contattarci!

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